CONSIGLI REGIONALI: CONVEGNO “IL DIFENSORE CIVICO COME GARANTE DEL DIRITTO ALLA SALUTE: QUALI SCENARI POSSIBILI?”

  

Ha avuto luogo oggi il convegno “Il Difensore civico come Garante del Diritto alla Salute: quali scenari possibili?, presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva.
L’iniziativa è stata promossa dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative in collaborazione con il Coordinamento nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province autonome ed ha avuto ad oggetto il tema della garanzia della salute alla luce delle competenze che l’art. 2 della L. n. 24/2017 (la cd. Legge Gelli – Bianco in materia di sicurezza delle cure e responsabilità medica) consente di attribuire al Difensore civico regionale.
L’interessante discussione ha analizzato la tematica, facendo un confronto tra la legislazione statale e regionale e le varie leggi regionali fino ad ora approvate; il tema dei diritti dell’individuo e l’interesse della collettività in ambito sanitario; le funzioni e i limiti del garante della salute, nell’attuale ordinamento giuridico; quali poteri reali attribuire al garante della salute; e le garanzie di sistema e il coinvolgimento dei cittadini per la sicurezza delle cure.
“Si è trattato – ha detto Devid Porrello, Vice Presidente del Consiglio regionale del Lazio e delegato per la Conferenza del Coordinamento sugli organi di garanzia – di un momento di confronto molto apprezzato, che ha visto il sistema regionale tutto dialogare con il mondo dell’Università e dell’associazionismo”.
“I Consigli regionali dovranno riportare i principi stabiliti dalla legge Gelli-Bianco del 2017 all’interno del proprio ordinamento” ha aggiunto Porrello “e la nostra sfida, come Conferenza dei Presidenti, sarà quella di dare uniformità all’azione legislativa di ciascun Consiglio; su queste linee di attività riteniamo fondamentale una sinergia istituzionale con il coordinamento delle commissioni salute della Conferenza delle Regioni”. È indubbio – ha concluso – che è necessario superare la frammentarietà delle competenze e dare un impulso organico alla norma nazionale”.