LA DIFESA CIVICA E LA TUTELA DEI DIRITTI FONDAMENTALI

  

La pandemia in cui siamo precipitati ha inciso in modo devastante non soltanto sul fronte della sanità e dell’economia, ma anche sui diritti fondamentali.
La tutela prioritaria assicurata,in queste circostanze emergenziali, alla sanità ha inevitabilmente travolto diritti altrettanto fondamentali consacrati nella nostra Costituzione e rafforzati dai dettami delle Carte europee (Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo – CEDU e Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea) come autoritativamente interpretate dalle rispettive Corti apicali (di Strasburgo e Lussemburgo rispettivamente), cui l’art. 117, comma 1 della Costituzione nell’attuale formulazione ha conferito valenza costituzionale.
La legislazione dell’emergenza ha inevitabilmente compresso una serie di diritti che ritenevamo ormai indiscussi, frutto di un travaglio secolare e patrimonio consolidato della nostra civiltà giuridica. Così, accanto ai diritti dichiarati esplicitamente inviolabili dalla nostra Carta (libertà personale, domicilio, segretezza delle comunicazioni, difesa in giudizio, iniziativa economica privata), si deve tener conto anche quelli ritenuti altrettanto fondamentali e che godono della tutela multilivello assicurata da tutte e tre le Carte (circolazione e riunione, associazione, lavoro professione, istruzione, rispetto della vita familiare e quant’altro), comprimibili solo per legge.
La tendenziale assorbenza della tutela della salute non può condurre ad una compressione indiscriminata sine die delle nostre libertà, ed impone un dosaggio accurato, un’attenta calibratura delle restrizioni che tenga conto dell’andamento degli indici epidemiologici, assicurando un recupero elastico di diritti e libertà, non appena la morsa risulti allentata e nella misura in cui l’allentamento lo consenta.
Spetta inoltre alla governance il difficile compito di coniugare la necessità di porre – con strumenti normativi appropriati rispettosi dei canoni di qualità – regole coordinate, omogenee, chiare, comprensibili uguali per tutti, con l’opportunità di tenere doveroso conto delle vistose varianti locali, che possono rendere in un dato contesto regionale del tutto incongrue ed afflittive misure restrittive per contro necessarie in altre realtà territoriali.
I Difensori civici (taluni dei quali peraltro anche Garanti della Salute) avvertono pienamente le enormi difficoltà del momento, ma sottolineano la necessità di un più che attento e costante bilanciamento dei valori essenziali, di pari caratura, che non possono condurre ad un sacrifico sine die di libertà democratiche patrimonio prezioso di tutti.